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1952-1973

Vita Nostra

Scopo della pubblicazione è creare «un più intimo collegamento fra il personale delle varie sedi, [...] una conversazione tra il centro e la periferia. E non soltanto su argomenti bancari, finanziari, economici, ma pure su argomenti che riguardano gli stessi collaboratori e le loro famiglie, e su temi di varia natura, compresi quelli letterari e sportivi».

Informazioni

Sottotitolo
Periodico della Banca Cattolica del Veneto
Durata
settembre 1952 (a. I, n. 1) - 1973 (a. XXII, n. 1-2)
Periodicità
Bimestrale
Distribuzione
Inviato ai dipendenti e ai pensionati della Banca Cattolica del Veneto
Azienda
Banca Cattolica del Veneto
Editore
Banca Cattolica del Veneto
Direttore
Pio Rumor
Stampatore
Tipografia Pontificia Vescovile S. Giuseppe
Formato e stampa
Pagine: da 8 a 32
Formato: cm. 21 x 30; poi 20 x 26
Colore: bn
Note

Per approfondimenti: Paola Chiapponi, Chiara Guizzi, La Banca cattolica del Veneto e il suo patrimonio archivistico, Roma, Edizioni di storia e letteratura, 2007. Anna Cantaluppi, Francesca Pino, Rediscovering specificities: In-house Journals within the Documentary Heritage of Intesa Sanpaolo and the Compagnia di San Paolo (1929-1991), in Hubert Bonin, Lorans Tanatar Baruh (a cura di), Company Journals in Banks and Insurance Companies: History and Recent Developments, atti del convegno di Malta, 31 maggio 2007

Compilatore
Chiara Guizzi

Immagini

Descrizione

In primo piano «le notizie sullo sviluppo della banca ed eventuali proposte per concorsi, accademie, ritrovi, ecc. [...], la nota religiosa, con particolare riguardo alle maggiori feste e ricorrenze cristiane. Esclusi invece, in via assoluta, accenni di carattere sindacale e politico».

La Banca Cattolica Vicentina fu fondata nel 1892 come società cooperativa a carattere provinciale nell’ambito delle organizzazioni del movimento cattolico “intransigente”. Nel 1916 abbandonò la forma cooperativa e a partire dal 1930-31 - quando in seguito all’incorporazione di diversi istituti bancari della regione mutò denominazione in Banca Cattolica del Veneto - estese l’attività a tutto il Veneto e al Friuli Venezia Giulia. Mantenne sempre come caratteristiche distintive il richiamo alla tradizione cattolica e il forte radicamento nel territorio, come dimostra il periodico aziendale, inaugurato in occasione del sessantesimo anniversario della fondazione dell’istituto bancario.

Per tutti gli anni Cinquanta il giornale è realizzato quasi esclusivamente col contributo dei dipendenti, che inviano articoli, poesie, racconti di esperienze di vita, reportage dalle zone del Veneto e del Friuli Venezia Giulia dove vivono e lavorano. Già sul primo numero si ringrazia per i numerosi contributi pervenuti, scusandosi per l’impossibilità di pubblicare tutto («lo spazio è tiranno e impone una scelta che viene fatta con la massima obiettività, dando la preferenza a quanto abbia più vivo interesse comune, con carattere di originalità»). Quasi sempre presente uno scritto o un racconto dell’amministratiore delegato Secondo Piovesan, animatore di questa come di molte altre manifestazioni della vita “comunitaria” dell’istituto: si tratta di brevi riflessioni che prendono spunto da fatti di cronaca e di costume o da esperienze fatte in prima persona per riflettere sui temi della morale e della religione.

Le pagine vanno dalle 8 alle 12, la veste grafica è molto povera, gli articoli cominciano subito sotto la testata. Sempre presenti le rubriche «Fiori d’arancio», «Nuove culle» e «Veli bruni» con le notizie dei nuovi nati, dei matrimoni e dei lutti avvenuti all’interno della “famiglia” bancaria; e ancora «Onorificenze» e «Lauree» conseguite dal personale. Altra rubrica: «Note di giurisprudenza», con brevi notizie su sentenze o leggi in materia bancaria. I principali contenuti sono relativi a: notizie dalla Chiesa veneta, inaugurazione di sedi e uffici (spesso alla presenza di esponenti ecclesiastici, come il cardinale Angelo Roncalli all’inaugurazione della sede di Venezia nel 1955), avvisi e resoconti sulle attività ricreative e le iniziative culturali per i dipendenti (spettacoli teatrali, lezioni di cultura religiosa, gite e pellegrinaggi, corsi di “esercizi spirituali”), le colonie estive, le cerimonie di premiazione degli orologi d’oro (per i trent’anni di servizio), i raduni degli ex dipendenti.

Negli corso degli anni Cinquanta sono presenti anche diversi articoli di argomento economico e finanziario: Problemi monetari. Domande insidiose, n. 2, 1951; I nuovi principi della produttività, n. 3, 1952; Inflazione o deflazione?, n. 2, 1953; Trasporti e popolazione nei riflessi dell’economia italiana, n. 4, 1953; Credito ordinario e imprese economiche, n. 6, 1954

Nel 1962, in occasione dei dieci anni di vita, il periodico si dà una veste più elegante: carta patinata, impaginazione e grafica più curate, la copertina riporta una foto in bianco e nero sotto la testata (raffigurante un paesaggio regionale o esempi di arte sacra veneta), sprazzi di colore in alcuni titoli. Aumentano le pagine (20-24) e la realizzazione è affidata a una redazione e a un direttore responsabile (Pio Rumor). Diminuiscono quindi notevolmente i contributi dei lettori. La maggior parte degli articoli riguarda il territorio: arte, artigianato, storia, economia, letteratura. Dal 1966 i contributi di Secondo Piovesan vengono raccolti nella rubrica «Note e commenti di Essepì», di 3-4 pagine, con lo stesso stile dei precedenti.

Numerosi, nel corso degli anni Sessanta, gli articoli sull’avvento della meccanografia nelle procedure contabili della Banca (Il nuovo centro elettronico, n. 1, 1962; Curiosità elettroniche, n. 6, 1964; Il centro elettronico, n. 2, 1965; Inaugurati a Vicenza i nuovi uffici del centro contabile, n. 3, 1965; La scienza al servizio delle banche: la xenografia, n. 5, 1965; Lettera aperta dal centro elettronico, n. 5, 1966).

Agli anni Settanta risalgono nuovi cambiamenti nella veste grafica, nell’impaginazione, nella grafica della testata. Aumentano anche le pagine (fino a 32).

La pubblicazione cessa di uscire nel 1973, all’indomani del passaggio della Banca Cattolica del Veneto sotto il controllo del Nuovo Banco Ambrosiano e, certo non a caso, delle dimissioni di Secondo Piovesan da amministratore delegato.